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Il blog del Partito Democratico di Casal de'Pazzi - Roma V

21 gennaio 2012
RIUNIONE CIRCOLO PER ELEZIONE SEGRETARIO PD LAZIO
Ieri 20 gennaio si è svolta con ampia partecipazione anche di interventi la riunione del circolo per l'elezione del segretario regionale del PD Lazio.
Le votazioni miravano ad individuare i candidati che parteciperanno il prossimo 12 febbraio alle primarie con le quali oltre ad eleggere il segretario regionale del Partito laziale verranno eletti i componenti dell'Assemblea regionale del Partito Democratico del Lazio.
Nel nostro circolo avevano diritto al voto (iscritti nel 2010 che avevano regolarmente rinnovato la tessera 2011 entro il 31.12.2011) 107 iscritti.
Hanno votato in 65 pari al 60,75%.
Ci sono state 1 scheda bianca e 1 scheda nulla.
I voti validi pari a 63 hanno manifestato le loro indicazioni in:
46 voti per Gasbarra (73,02%),
15 voti per Bachelet (23,81%),
2 voti per Leonori (3,17%)
0 voti per Pacciotti.
L'illustrazione delle 4 candidature è stata curata da Daniele Ozzimo per Gasbarra, Franca Mora per Pacciotti, Michele Spadavecchia per Leonori e Giorgio Basti per Bachelet.
Il dibattito successivo ha visto una ampia partecipazione dei presenti.
Le operazioni di voto iniziate regolarmente alle 19.45 si sono concluse alle 22.45 con lo scrutinio sotto la presidenza di Agata Cerbara e il controllo del garante Vincenzo Iavarone.

Al di la dei risultati che ognuno potrà analizzare secondo le sue aspettattive è da sottolineare il clima sereno, costruttivo e partecipativo di tutti, indipendentemente dalle espressioni di voto manifestate, che evidenzia ancora una volta come il circolo di Casal de' Pazzi si contraddistingue per la sua autentica "democraticità".

A tutti il più sentito ringraziamento e l'invito a lavorare già da adesso per portare più gente possibile alle primarie del prossimo 12 febbraio.




permalink | inviato da zanghi il 21/1/2012 alle 10:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
18 gennaio 2012
Convocazione assemblea per l'elezione del del Segretario e dell'Assemblea regionale del PD Lazio.

Caro democratico/democratica,

 

è convocata per il 20 gennaio 2012 – venerdì – alle ore 17 presso i locali del circolo in Roma, Via Spinosa, 67 la RIUNIONE DEL CIRCOLO CASAL DE’ PAZZI  per la elezione del Segretario e della Assemblea regionale del Partito Democratico del Lazio.

Ai sensi dell’articolo 4 del regolamento deliberato il 3 dicembre 2011 dal Commissario del PD del Lazio Sen. V. Chiti hai diritto a partecipare con diritto di parola e di voto.

Il programma dei lavori prevede:

ore 17.10 – inizio dei lavori;

ore 17.10 – insediamento della Presidenza della Riunione;

ore 17.20 – 18.40 – presentazione delle linee politiche collegate ai candidati;

ore 18.40 – 19.40 – interventi degli iscritti e dei presenti simpatizzanti (gli  interventi di questi ultimi sono a discrezione della Presidenza);

ore 19.40 – 19.45 – predisposizione delle operazioni di voto;

ore 19.45 – 22.45 – votazioni;

ore 22.45 – operazioni di scrutinio.

Puoi trovare le mozioni dei candidati, i regolamenti ed altri documenti utili sul sito del PD Lazio all’indirizzo web

http://www.pdlazio.it/2011/12/speciale-primarie-per-lelezione-del-segretario-del-pd-lazio/ 

Nel sottolineare l’importanza che tale riunione riveste nella vita del Partito sono anche certo della tua presenza.

Ti aspetto.

 

Roma, 10 gennaio 2012     




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23 novembre 2011
Oggi siamo al tavolo con i primi paesi d'Europa

Il PD ha posizioni già dichiarate sulla riforma del fisco, delle pensioni e sul mercato del lavoro. Sul nuovo governo non mettiamo condizioni ma non accettiamo che altri le mettano. 

Pierluigi Bersani
I mercati restano in difficoltà, lo spread che cammina anche dopo l'insediamento del nuovo governo Monti. Insomma nessuno a la bacchetta magica?

“Siamo in un'altra situazione, perché sarà possibile affrontare problema a fianco dei grandi Paesi europei cercando di correggere la linea della politica economica europea che fin qui si è dimostrata insufficiente e cercando, per quello che riguarda noi, di toglierci dal fronte più scoperto della crisi. Quel che cambia oggi è che siamo al tavolo con i primi paesi d'Europa”. 

Alcune misure per il governo. Sarà la patrimoniale terreno di scontro tra PD e Pdl, visto che Berlusconi ha detto di essere contrario?

Non esistono linee controverse all'interno del PD. Siamo un partito che discute e al momento giusto decide. Noi abbiamo già posizioni dichiarate: abbiamo presentato un emendamento alla manovra di Tremonti che parlava di imposizioni sui grandi patrimoni immobiliari e abbiamo presentato, quando si parlava di federalismo fiscale, un meccanismo di imposizione fiscale sui servizi erogati a livello locale con grande attenzione per le fasce più deboli. Tutto questo in alternativa alle soluzioni proposte dal governo Berlusconi di taglio lineare alle detrazioni fiscali. Noi abbiamo le nostre proposte e queste sono state presentate in bilanciamento del sistema fiscale che grava troppo sul lavoro e su famiglie e poco sui patrimoni, gli immobili e sull'evasione fiscale.



La riforma delle pensioni. Su questo si registrano posizioni differenti tra il responsabile economico del PD, Fassina che dice no e il vicesegretario Enrico Letta che sembra molto più disponibile

Queste domande non si farebbero mai al Partito Democratico americano. Non è che Kerry, Clinton e Obama la pensano sempre nella stessa maniera. Si discute e dopo si stabilisce una linea politica. È molto agevole trovare la posizione del PD sulle pensioni. Noi consideriamo un'area flessibile di uscita dal lavoro tra i 62 e i 70 anni con meccanismi di incentivazione e disincentivazione. Tutto quello che si ricava da questa flessibilità deve essere portato a sostegno della previdenza dei giovani. Questa è la posizione del PD. Siamo in attesa di capire come potrà essere definito l'intervento del governo e siamo pronti a discutere secondo questo criterio in Parlamento. Non pretendiamo che questo governo faccia il 100% di quello che faremmo noi, però le nostre idee saranno al confronto nella sede parlamentare. È questa la nostra impostazione: accettiamo di discutere del tema delle pensioni ma pensiamo che questo tema possa essere affrontato con una logica di flessibilità attraverso meccanismi di convenienza in uscita. Ho apprezzato che il Presidente del Consiglio Monti abbia inteso riaprire un confronto con le forze sociali sulla base dell'accordo del 28 giugno dopo anni nei quali si è puntato sulla divisione. Io mi aspetto che questioni come queste vengano affrontate e impostate nel dialogo sociale.

C'è da parte dei sindacati una disponibilità dichiarata verso quanto farà questo governo. Ma resta spinoso l'argomento del mercato del lavoro. Monti vuole incontrare le parti sociali e questo ben dispone.

Quello è il punto. Tutto deve essere affrontato con il dialogo sociale. Quanto alla discussione parlamentare, anche in questo caso abbiamo posizioni e documenti approvati sul tema del mercato del lavoro. Noi operiamo sostanzialmente perché ci sia una progressiva unificazione dei diritti di base dei lavoratori. Non drammatizziamo il tema dell'Articolo 18 perché il 95% delle imprese italiane non è sottoposto all'Articolo 18. Andando alla sostanza e non alle ideologie, se si vuole incominciare ad unificare il mercato del lavoro bisogna che un'ora di lavoro stabile costi un po' meno e un'ora di lavoro precario costi un po' di più. Questa è la nostra idea. L'eccesso di precarietà finisce per rovinare le esistenze e per dequalificare il mercato del lavoro. Questo si ovvia sia con delle norme, sia con elementi di convenienza e di costo. Noi abbiamo elaborato idee perché questo sistema dei costi sia più favorevole alla stabilità dell'impiego. Io ti do la flessibilità, ti do una quota di precarietà, però almeno tu mi paghi un po' di più. È impensabile di aggiustare con interventi di natura fiscale la prospettiva pensionistica se questa non parte da un salario decente quando si è giovani.

Il governo è composto da tecnici e Monti ha preso tempo per nominare viceministri e sottosegretari rigorosamente tecnici.

Riconsideriamo quanto è successo: in dieci giorni abbiamo cambiato l'universo della situazione italiana e lo abbiamo fatto nelle condizioni che tutti conoscono di un lungo scontro politico. Definimmo e abbiamo tenuto ferma la posizione del PD che puntava ad un'autorevole presenza tecnica perché la tensione politica non imbarazzasse questa soluzione. Ora è chiaro che siamo di fronte ad una transizione e la grande partita sarà giocata con le elezioni. Il presidente del Consiglio è una persona saggia e accorta, farà le sue scelte e, se riterrà, ascolterà la nostra opinione. Certamente c'è un problema di raccordo con il Parlamento: se le figure tecniche e autorevoli che si possono trovare a livello di viceministri e sottosegretari avranno una certa attitudine, magari maturate in precedenti esperienze di dialogo con il Parlamento, tutto risulterà più facile. Noi siamo intenzionati a favorire questa prospettiva.

È difficile essere collaborativi con persone con cui fino al giorno prima si discuteva anche in modo aspro?

Per noi l'Italia viene prima di tutto. Per l'Italia si può mandare giù anche qualche rospo. Siamo in una situazione atipica: non c'è una larga maggioranza, non c'è una larga coalizione, non c'è un governo d'Unità nazionale. C'è un governo di impegno nazionale rispetto al quale ognuno si prende le proprie responsabilità. Noi non mettiamo condizioni ma non accettiamo che altri le mettano. Si discute in Parlamento su quello che dobbiamo fare per salvare il Paese. Se si dice NO al fatto che chi ha di più deve dare di più, io non sono d'accordo. Stavolta lo sforzo deve essere fatto da tutti ma , ripeto, chi ha di più deve dare di più e non solo per equità ma perché altrimenti il Paese non ce la fa. Non mettiamo pregiudizi, blocchi e condizioni.

Torniamo in Europa. Domani inizia il tour di Monti. Nel Pdl dicono che nonostante le dimissioni di Berlusconi, lo spread rimane alto. Secondo lei ci sono anche delle responsabilità di Germania e Francia?

Abbiamo due problemi: uno è legato al venir via dal fronte più esposto della crisi e questo incomincia a vedersi; l'altro, quello principale, è legato alla politiche delle destre in Europa che negli ultimi anni sono state completamente sbagliate. Ci troviamo davanti ad un'Europa azzoppata che non riesce a fare una politica comune seria per affrontare il problema del debito pubblico e degli spread. È cominciato con la Grecia. Per non aver voluto dire va bene paghiamo noi, garantiamo noi e poi facciamo i conti, per egoismi nazionali e chiusure politiche e culturali, si è lasciato che l'inflazione propagasse. E la Grecia che fa il 3% del Pil europeo è diventata un problema che ha contagiato tutti. Ora bisogna assolutamente invertire questa logica: l'Europa deve essere l'Europa. L'Euro va benissimo, è l'Europa che non va bene. Mi auguro che con il nuovo profilo del governo italiano si sia in condizione di porre anche questo problema mentre facciamo i compiti a casa senza che nessuno ci manda le letterine. E dobbiamo anche dire in sede europea che cosa va cambiato nelle politiche dell'Unione, far fronte comune sul serio se no non si salva nessuno.     



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13 novembre 2011
Dimissioni di Berlusconi: Halleluja

Sabato 12 novembre 2011, è stata una giornata che ricorderemo nei prossimi mesi e nei prossimi anni: finalmente Berlusconi si è dimesso. Si sono aperte per l’Italia nuove prospettive per le quali i Democratici e le forze sane di questo Paese sapranno dare il loro contributo sano di idee e proposte.

Ero presente, raccogliendo l'invito del gruppo “Resistenza Musicale Permanente”, in Piazza del Quirinale a cantare l’Halleluja di Handel.

Credetemi nonostante il dovere istituzionale di segretario di circolo PD ad essere presente in Via dei Giubbonari, non ho resistito al richiamo canoro.

Tra una prova e l’altra dell’Halleluja, di Bella Ciao, dell’Inno di Mameli i presenti intonavano cori da stadio: buffone, mafiosi, fuori la mafia dallo stato, dimissioni, te ne vai o no te ne vai si o no, e cosi via.

La spettacolarità  della piazza era data dall’allegria con la quale la gente aspettava il “momento”, mi chiedevano avendo con il tablet un collegamento con internet, le ultime novità e soprattutto quando sarebbe arrivato Berlusconi. C’erano soprattutto tanti giovani, studenti, coppie di ragazzi felici di esserci e di testimoniare con la loro presenza la volontà del popolo sovrano.

Era la gente che ha riempito in questi ultimi mesi la piazza di Se Non Ora Quando, per la Scuola, per l’Informazione  e delle altre manifestazioni contro il Governo di Berlusconi. Era il popolo non iscritto a partiti ma che voleva con la sua presenza fare politica, una politica sana e responsabile.

All’arrivo di Berlusconi c’è stata l’apoteosi: il coro con l’Halleluja, i cori spontanei, i fischi, il lancio di monetine c’è stato solo da parte di un gruppetto in prima fila.

Nel raggiungere, subito dopo con lo scooter Via dei Giubbonari, ho incontrato durante il percorso su Via Quattro Novembre, via Nazionale, Piazza Venezia e via del Plebiscito, caroselli di auto e moto con bandiere e grida che avevo visto solo dopo le vittorie della nazionale di calcio. Sotto Palazzo Grazioli una folla di persone circondava il Palazzo.

Arrivato a Via dei Giubbonari ho potuto ascoltare una parte del discorso che stava facendo il segretario nazionale. Un bel discorso, gioioso come doveva essere in questo momento, ma chiaro sulla posizione del Partito di appoggio al futuro governo Monti. Una posizione di responsabilità per il bene di tutta la Nazione.

Sono riuscito, grazie alla moto, ad essere presente in tutte due le piazze. E’ stato bello trascorrere la serata a Piazza del Quirinale fraternizzando con coloro che come me gioivano di quanto stava accadendo. Un cartello indicava come il 12 novembre è una “festa di liberazione”. Ci siamo effettivamente liberati di un governicchio che ha pensato solo ai propri affari e ai propri interessi.

Non mi aspetto grandi gioie dal governo Monti; sarà dura, saranno dolori per le tasche, spero che però si tocchino le tasche di tutti escludendo dall’insieme coloro che hanno già pagato e colpendo duro coloro che con questa crisi non solo non hanno pagato ma ci hanno guadagnato (banche, intermediari finanziari, grandi capitali, privilegiati della casta politica, grandi dirigenti delle aziende statali o partecipate).

Staremo a vedere, nel frattempo HALLELUJA.


C.Z.


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4 novembre 2011
Sabato tutti in piazza!




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16 ottobre 2011
Sulle violenze dei black bloc

Indignados, 

Bersani: "Condanniamo chi si é reso protagonista di questi gesti inaccettabili"

I provocatori che hanno voluto inscenare una vera e propria guerriglia urbana colpiscono al cuore le ragioni di un movimento che in tutto il mondo vuole esprimere un disagio e una critica all'attuale assetto dell'economia mondiale

“In queste ore stanno avvenendo violenze e devastazioni inaccettabili. I provocatori che hanno voluto inscenare una vera e propria guerriglia urbana colpiscono al cuore le ragioni di un movimento che in tutto il mondo vuole esprimere un disagio e una critica all’attuale assetto dell’economia mondiale. E’ indispensabile, a questo punto, una condanna corale e inequivocabile di ogni atto di violenza e un rigoroso isolamento dai movimenti, che hanno manifestato pacificamente, di chi si è reso protagonista di questi gesti  inaccettabili”.

"La violenza è da condannare, ma occorre restituire il futuro ai giovani"

Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria nazionale PD, partecipa alla manifestazione degli 'indignati' e denuncia gli scontri che rovinano il diritto alla protesta dei movimenti pacifici

“Un vero peccato che per colpa di una minoranza di violenti sia stata rovinata la manifestazione di un movimento che chiede alla politica di cambiare agenda. La violenza e' da condannare, sempre. Ma ai ragazzi e alle ragazze che sono scesi pacificamente per le strade, va restituito oggi il futuro. Piu' istruzione, diritto allo studio, lavoro. I giovani e il loro diritto a vivere con dignità e' la sfida che ci attende quando torneremo a governare.”

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16 ottobre 2011
Spettacolo associazione eccomi
Pubblichiamo l'email di Giorgio Aresti riguardante l'iniziativa della comunità Masci che si è impegnata di fornire ad oltre 1300 bambini del BURUNDI un pasto giornaliero per tutto l'attuale anno scolastico.
 
I bambini senza mangiare difficilmente riescono a  studiare...
 
_____________________________________________

Caro/a …amico/a,

 

anche quest’anno la nostra Associazione “ECCOMI” onlus ha organizzato uno spettacolo teatrale alle ore 17,00 del 22 ottobre presso il teatro Viganò di Roma.

 

la compagnia “Il Cassetto nel Sogno” metterà in scena la brillantissima e divertente commedia di G. Feydeau “Sarto per Signora”.

Con questa rappresentazione ha vinto ad agosto la seconda edizione del premio teatrale "Città di Albano" oltre che ai premi come migliore attore protagonista e migliore attrice non protagonista (ti invito a visitare il loro sito:www.ilcassettonelsogno.it).

 

Il ricavato dello spettacolo ci consentirà di fornire un pasto giornaliero a più di 1300 bambini di 9 scuole materne in Burundi per la durata di un intero anno scolastico.

 

Aiutataci ad aiutare! Il costo del biglietto è di 15 euro

 

Il divertimento è assicurato!


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30 settembre 2011
Firme referendum:GRAZIE!!
Grazie a tutti per la collaborazione e la partecipazione,
abbiamo contribuito alla campagna referendaria raccogliendo presso i locali del circolo
355 firme.
Speriamo ora che la "casta politica" discuta una nuova legge elettorale.
Il Partito Democratico ha presentato una propria proposta che vi invito a leggere.
Saluti

Concetto Zanghi



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9 settembre 2011
Firme contro il "porcellum"
Come avrete sicuramente saputo il PD non aderisce ufficialmente ai comitati promotori per i referendum elettoralicoerentemente con la posizione che i referendum li propongono i cittadini e che i partiti devono svolgere il loro ruolo legislativo in Parlamento, auspicando, pertanto, l'approvazione della nostra proposta di legge elettorale ferma per volontà della maggioranza. 

Tuttavia il PD ha deciso di aprire le proprie feste alla raccolta di firme per il referendum per tornare al "Mattarellum", nella considerazione che un referendum di questo tipo potrebbe costringere la maggioranza a mettersi al lavoro per superare il "porcellum".

Quindi è possibile firmare per il referendum presso le feste del Partito, una delle quali è in programma per questa settimana a Tiburtino III (vedi precedente e.mail).

E' possibile, inoltre, 
firmare presso l'ufficio anagrafico e presso l'accoglienza unica del nostro Municipio presso la sua sede di Via Tiburtina; gli orari sono lunedì-mercoledì-venerdì h. 8.30-12.30, martedì-giovedì 8.30-17.00. 

Stiamo comunque verificando la possibilità di effettuare una raccolta di firme presso la sede del circolo.
 
Il termine ultimo per la raccolta di firme è il 30 settembre 2011.

Saluti.



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24 agosto 2011
Bersani: la contromanovra del PD
Pier Luigi Bersani, in un'intervista che ti invitiamo a leggere, ha illustrato alcuni punti della contromanovra che il Pd intende presentare in Parlamento in vista della discussione sulla manovra appena avviata. La proposta del Pd si articola su pochi punti cardine:

Primo: una terapia choc contro l'evasione. 

Secondo: una imposta sui patrimoni immobiliari rilevanti. 

Terzo: un ridimensionamento drastico di pubblica amministrazione, istituzioni e costi della politica. 

Quarto: un contributo di solidarietà che finalmente gravi non sui tassati ma sui condonati.

Ecco il video della conferenza stampa di Bersani, Bindi, Letta e Fassina:


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permalink | inviato da Fabiano83 il 24/8/2011 alle 19:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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