Sabato 12 novembre 2011, è stata una giornata che ricorderemo nei prossimi mesi e nei prossimi anni: finalmente Berlusconi si è dimesso. Si sono aperte per l’Italia nuove prospettive per le quali i Democratici e le forze sane di questo Paese sapranno dare il loro contributo sano di idee e proposte.
Ero presente, raccogliendo l'invito del gruppo “Resistenza Musicale Permanente”, in Piazza del Quirinale a cantare l’Halleluja di Handel.
Credetemi nonostante il dovere istituzionale di segretario di circolo PD ad essere presente in Via dei Giubbonari, non ho resistito al richiamo canoro.
Tra una prova e l’altra dell’Halleluja, di Bella Ciao, dell’Inno di Mameli i presenti intonavano cori da stadio: buffone, mafiosi, fuori la mafia dallo stato, dimissioni, te ne vai o no te ne vai si o no, e cosi via.
La spettacolarità della piazza era data dall’allegria con la quale la gente aspettava il “momento”, mi chiedevano avendo con il tablet un collegamento con internet, le ultime novità e soprattutto quando sarebbe arrivato Berlusconi. C’erano soprattutto tanti giovani, studenti, coppie di ragazzi felici di esserci e di testimoniare con la loro presenza la volontà del popolo sovrano.
Era la gente che ha riempito in questi ultimi mesi la piazza di Se Non Ora Quando, per la Scuola, per l’Informazione e delle altre manifestazioni contro il Governo di Berlusconi. Era il popolo non iscritto a partiti ma che voleva con la sua presenza fare politica, una politica sana e responsabile.
All’arrivo di Berlusconi c’è stata l’apoteosi: il coro con l’Halleluja, i cori spontanei, i fischi, il lancio di monetine c’è stato solo da parte di un gruppetto in prima fila.
Nel raggiungere, subito dopo con lo scooter Via dei Giubbonari, ho incontrato durante il percorso su Via Quattro Novembre, via Nazionale, Piazza Venezia e via del Plebiscito, caroselli di auto e moto con bandiere e grida che avevo visto solo dopo le vittorie della nazionale di calcio. Sotto Palazzo Grazioli una folla di persone circondava il Palazzo.
Arrivato a Via dei Giubbonari ho potuto ascoltare una parte del discorso che stava facendo il segretario nazionale. Un bel discorso, gioioso come doveva essere in questo momento, ma chiaro sulla posizione del Partito di appoggio al futuro governo Monti. Una posizione di responsabilità per il bene di tutta la Nazione.
Sono riuscito, grazie alla moto, ad essere presente in tutte due le piazze. E’ stato bello trascorrere la serata a Piazza del Quirinale fraternizzando con coloro che come me gioivano di quanto stava accadendo. Un cartello indicava come il 12 novembre è una “festa di liberazione”. Ci siamo effettivamente liberati di un governicchio che ha pensato solo ai propri affari e ai propri interessi.
Non mi aspetto grandi gioie dal governo Monti; sarà dura, saranno dolori per le tasche, spero che però si tocchino le tasche di tutti escludendo dall’insieme coloro che hanno già pagato e colpendo duro coloro che con questa crisi non solo non hanno pagato ma ci hanno guadagnato (banche, intermediari finanziari, grandi capitali, privilegiati della casta politica, grandi dirigenti delle aziende statali o partecipate).
Staremo a vedere, nel frattempo HALLELUJA.
C.Z.